Il dono di Matilde

Eravamo in Florida quando Matilde ed io abbiamo cominciato a fare i conti l’una con la presenza dell’altra, ma è stato con il rientro in Italia che la nostra forzata convivenza ha cominciato a riversarmi addosso interminabili interrogativi. Perché Matilde sapeva esserci con molta forza e mi chiedeva di scalare le marce. Per l’ennesima volta. La differenza però per me era sostanziale. Fino ad allora avevo rallentato fino a fermarmi sempre per mia volontà (o debolezza?). Ora invece non avevo alcuna intenzione di farlo. Vedevo finalmente lo scopo della mia vita delinearsi con chiarezza. Come poteva pretendere che mi fermassi?
Mi ci sono voluti mesi per capire, finché la visione si è ripresentata. Matilde mi ha portata a guardare le cose da un livello più alto, spingendomi a dire di no a tutto ciò che non era in linea con la mia direzione. Ciò che era importante si è imposto con naturalezza e senza bisogno di troppi ragionamenti. Mi sono resa conto del fatto che quello che a me sembrava già grande era ancora pensare in piccolo. Perché accontentarsi di un talento – pare dirmi- quando ne possiedi tanti? Ha ragione. Ma come fare? Il segreto lei lo conosce molto bene e sta nella capacità di fidarsi totalmente, certa del fatto che arriverà del bene.
Questo è il dono di Matilde, mia figlia, che oggi compie la sua prima settimana.
Auguri tesoro. Grazie di essere qui con me e papà :-)