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Luce sul 2012

Oggi è un giorno speciale. Può esserci o meno un motivo, ma l’ultimo giorno dell’anno ha sempre un fascino particolare, il fascino di un momento di passaggio, anche se fosse solo cronologico. Per me è tradizione in questa giornata osservare dove mi trovo e guardare dove voglio arrivare il prossimo anno. Credo che quest’anno separerò i due momenti perché ho bisogno di concentrarmi su una cosa per volta. Comincio quindi osservando l’anno trascorso, in cui molte cose sono state diverse da come le avevo desiderate, eppure sono accadute. Interrompo quindi il flusso di lettura che sto portando avanti in questi giorni e scelgo un brano che rappresenta bene il mio 2011:

“A volte il guerriero della luce si comporta come l’acqua, e fluisce fra gli ostacoli che incontra. In certi momenti, resistere significa venire distrutto. Allora egli si adatta alle circostanze. Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne. In questo consiste la forza dell’acqua: non potrà mai essere spezzata da un martello, o ferita da un coltello. La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie. L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare. Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza dagli altri fiumi che incontra. E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale.”

Ok, io mi sono lagnata abbondantemente :-) Ho cercato di resistere e ho sentito quanto mi stavo avvicinando alla distruzione. Mi sono fermata in tempo ad ascoltare e ho prestato orecchio a ciò che sentivo. L’obiettivo è bene in vista e la sua forma si sta facendo più definita proprio in questi giorni. Ho incrociato alcuni fiumi e uno di essi è un affluente poderoso. Il mio potere è già totale. Lo sia anche il tuo e avremo un buon 2012.

rompicapo

Tornare di luce – giorno 18

“Quando il guerriero ha bisogno di aiuto, si sforza di osservare come i suoi amici risolvono – o non risolvono – i loro problemi.

Vorrei non averne avuto bisogno, ma questa è stata la più grande lezione del 2011. Ascoltare meno discorsi, guardare di più i fatti. E’ nelle azioni che si manifesta o non si manifesta la congruenza dell’essere. E per riconoscere quando non si è congruenti ci vuole coraggio.

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Tornare di luce – giorno 17

“Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto sì quando avrebbe voluto dire no.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.”

Mi piace sapere che ciò che è stato è stato. Punto. La sua influenza giunge fino al momento presente ma in ogni momento può essere interrotta. Da adesso tutto può essere diverso, a patto di decidere e agire di conseguenza. Per questo motivo oggi ho deciso e mi sono esercitata alla cornamusa, perché diversamente non diventerò una suonatrice migliore. Per questo motivo oggi ho deciso, ho accordato l’arpa e ho studiato un piccolo brano nuovo, perché diversamente non imparerò a suonarla.

strada

Tornare di luce – giorno 16

“Il guerriero della luce sa che nessuno è stupido, e che la vita è maestra per tutti, anche se ciò richiede tempo.
Egli dà sempre il meglio di sé, e dalla vita si attende il meglio. Inoltre, con generosità, cerca di dimostrare a tutti le potenzialità di ciascuno.”

Mi irritano i giudizi gratuiti (le critiche no, quando portano valore), mi irritano i consigli non richiesti quando non hanno fondamento. Ringrazio chi mi aiuta a capire in cosa posso migliorare e come posso farlo. Ringrazio chi mi guida a raggiungere il risultato che desidero, perché lo ha raggiunto a sua volta. Ho fiducia nel fatto che tutti siamo in grado di arrivare dove desideriamo, perché tutti siamo perfetti. Solo che non ci crediamo.

salvagente

Tornare di luce – giorno 15

“Un guerriero della luce conosce i propri difetti. Ma conosce anche i propri pregi […] Allora cerca di sapere su cosa può contare. E controlla sempre il suo equipaggiamento, composto di tre cose: fede, speranza e amore. Se queste tre cose sono presenti, egli non ha alcuna esitazione nell’andare avanti.”

Apro uno squarcio nella mia giornata di oggi. Non resisto. Devo farlo.

Mi stavo preparando a scrivere questo post. Ho già trascritto nel mio I-Pad alcuni brani che mi sono piaciuti e di solito li rileggo e commento in ordine. Questa volta invece prima di accendere l’I-Pad mi sono detta: “Vediamo un po’ che cosa mi capita questa mattina. Qualsiasi cosa sia partirò da lì.” E trovare queste parole nel giorno che io e Stefano abbiamo deciso di dedicare alla progettazione delle attività per il 2012 mi sembra davvero di buon auspicio :-) Grazie grazie grazie allo sguardo affettuoso che ci accompagna.

fino alla fine

Tornare di luce – giorno 14

“Un guerriero della luce non rimanda le sue decisioni. Egli riflette a lungo prima di agire. Considera il proprio addestramento, la propria responsabilità e il proprio dovere di maestro. Cerca di mantenere la serenità, e analizza ogni mossa come se fosse la più importante. Tuttavia, nel momento in cui prende una decisione, il guerriero agisce: non ha più alcun dubbio su ciò che ha scelto né cambia rotta se le circostanze sono diverse da come le immaginava. Se la decisione è giusta, vincerà il combattimento, anche se dovesse durare più del previsto. Se è sbagliata, sarà sconfitto e dovrà ricominciare tutto da capo, con più saggezza. Ma un guerriero della luce, quando comincia, va fino alla fine.”

Procrastinazione, a noi due.

Maria

Maria

“Maria avverte nello stesso tempo che il Cristo è suo Figlio, il suo bambino ed è Dio. lo guarda e pensa: Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatto di me. Ha i miei occhi. La forma della sua bocca è la forma della mia. Mi assomiglia. È Dio, eppure mi assomiglia. Nessuna donna ha mai potuto avere in questo modo il suo Dio per sé sola. Un Dio bambino che si può prendere tra le braccia e coprire di baci. Un Dio che sorride e respira. Un Dio che si può toccare e che ride”. (Jean Paul Sartre, Bariona o il figlio del tuono, Natale 1940) Grazie a mio marito Stefano per avermi letto questo brano, grazie all’amico Valentino per averglielo inviato. Felice Natale, amici miei.

anima

Natale di luce

Facebook è per me un luogo di continue sorprese e fonte di ispirazione. Oggi voglio regalare a te che leggi qualcosa che io stessa ho ricevuto. Per questo ringrazio “una tribù che balla” e Iris Rigon per averla condivisa con me :-)

C’era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima che disse a Dio: “Io so chi sono!”

“Ma è meraviglioso! E dimmi, chi sei?” chiese il Creatore.

“Sono la Luce!”

Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso. “E’ proprio vero! Tu sei la Luce.”

La Piccola Anima si sentì tanto felice, perché aveva finalmente scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero dovuto immaginare.”Oh”, mormorò, “è davvero fantastico!”

Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente. Sentiva crescere dentro di sé una certa agitazione, perché voleva essere ciò che era. Tornò quindi da Dio (un’idea niente male per chiunque desideri essere Chi E’ in Realtà) e, dopo aver esordito con un: “Ciao, Dio!” domandò: “Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?”

E Lui rispose: “Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Già’?”

“Beh, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente… Insomma, io voglio capire come ci si sente nell’essere la Luce!”

“Ma tu sei la Luce”, ripeté Dio, sorridendo di nuovo.

“Sì, ma voglio scoprire che cosa si prova!” piagnucolò la Piccola Anima.

“Eh, già'” ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina,”avrei dovuto immaginarmelo. Hai sempre avuto un grande spirito d’avventura.” Poi cambiò espressione. “Però, però… Cè’ un problemino..”

“Di che si tratta?”

“Ebbene, non c’è altro che Luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e, di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei, perché non c’è niente che tu non sia.”

“Ehh?” balbettò la Piccola Anima, che a quel punto faceva fatica a seguirlo.

“Mettiamola in questo modo”, spiegò Dio. “Tu sei come una candela nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è. E il sole non sarebbe il Sole senza di te. Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella… Perché non risulterebbe altrettanto splendente. E, dunque, la domanda è questa: Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne è circondati?”

“Ehi”, protestò la Piccola Anima, “il Creatore sei tu. Escogita una soluzione!”

Lui sorrise di nuovo. “L’ho già trovata”, affermò. “Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce, verrai sommerso dalle tenebre.”

“E che cosa sarebbero queste tenebre?”

“Sono ciò che tu non sei” fu la Sua risposta.

“Mi faranno paura?”

“Solo se sceglierai di lasciarti intimorire”, lo tranquillizzò Dio. “In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu a decidere altrimenti. Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia.”

“Ah, se è cosiì…” fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima.

Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose quando ci appare il loro esatto opposto.”E questa è una vera benedizione”, affermò, “perché, se così non fosse,tu non riusciresti a distinguerle.Non capiresti che cos’è il Caldo senza il Freddo, né che cos’è Su se non ci fosse Giù, né Veloce senza Lento. Non sapresti che cos’è la Destra in mancanza della Sinistra, e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero Là e Poi.Perciò – concluse –  quando le tenebre saranno ovunque,non dovrai agitare i pugni e maledirle.Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera. Allora saprai Chi Sei in Realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno. Fa’ che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque quanto sei speciale!”

“Intendi dire che non è sbagliato fare in modo che gli altricapiscano il mio valore?” chiese la Piccola Anima.

“Ma naturalmente!” ridacchiò Dio.”E’ sicuramente un bene! Rammenta, però, che speciale non significa migliore. Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio! Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che è buona cosa esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu.”

“Davvero?” esclamò la Piccola Anima danzando, saltellando e ridendo di gioia.”Posso essere speciale quanto voglio?”

“Oh, sì, e puoi iniziare fin da ora”, rispose il Creatore che danzava, saltellava e rideva a Sua volta.”In che modo ti va di esserlo?”

“In che modo? Non capisco.”

“Beh”, suggerì Dio, “essere la Luce non ha altri significati,ma l’essere speciali può essere interpretato in vari modi.Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi. E ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti. Ti vengono in mente altri esempi?”

La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere. “Ne ho trovati un sacco!” esclamò infine.”Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi da buoni amici. Essere premurosi nei confronti del prossimo. Ecco, questi sono modi per essere speciali!”.

“Sì!” ammise Dio, “e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento.Ecco che cosa significa essere la Luce.”

“So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!” annunciò la Piccola Anima sprizzando felicità da tutti i pori. E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata essere disposti al perdono. Non è forse speciale essere indulgenti?

“Oh, certo”, assicurò Dio. “E’ molto speciale.”

“Va bene, è proprio quello che voglio essere. Voglio saper perdonare.Voglio Fare Esperienza in questo modo.”

“C’è una cosa però che dovresti sapere.”

La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza.Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione. “Che c’è ancora?” ribattè con un sospiro.

“Non c’è nessuno da perdonare”, disse Dio.

“Nessuno?” Era difficile credere a ciò che aveva appena udito.

“Nessuno”, ripetè il Creatore. “Tutto ciò che ho creato è perfetto. Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno.”

Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata una grande folla. Tanti altri suoi simili erano arrivati da ogni angolo del Regno perché si era sparsa la voce di quella straordinaria conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare. Osservando le innumerevoli altre anime radunate lì intorno, non poté fare a meno di dare ragione al Creatore. Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta.Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce che si sprigionava tutt’attorno, che la Piccola Anima riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine.

“Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?” tornò alla carica Dio.

“Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò! Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona. Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso.”

La Piccola Anima capì, in quel momento, che cosa si prova a essere tristi.

Ma un’Anima Amica si fede avanti tra la folla e disse: “Non te la prendere, io ti aiuterò.”

“Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?”

“Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!”

“Tu puoi…”

“Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza.”

“Ma perché? Per quale motivo?” chiese la Piccola Anima.”Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità così grande da creare una Luce tanto splendente da impedirmi quasi di guardarti! Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te – che sei in grado di danzare in cima alle stelle e viaggiare per il Regno alla velocità del pensiero – a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere questo atto malvagio?”

“E’ semplice”, spiegò l’Anima Amica, “perché ti voglio bene.”

Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima.

“Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima.Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi?Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io. Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico, abbiamo ballato. Abbiamo giocato per tutto l’arco del tempo e in molti luoghi. Solo che non te ne rammenti. Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giù,la Sinistra e la Destra, il Qui e il Là, l’Adesso e il Poi; e anche maschio e femmina, bene e male:siamo ambedue stati la vittima e l’oppressore. Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato; e ognuno ha offerto all’altro l’esatta e perfetta opportunità di Esprimersi e di Fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà.”

“E quindi”, continuò a spiegare l’Anima Amica,”io verrò nella tua prossima vita e, questa volta, sarò il cattivo. Commetterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile, e allora riuscirai a provare come ci si sente nei pannidi Colui Che Perdona”.

“Ma che cosa farai”, domandò la Piccola Anima, leggermente a disagio, “da risultare tanto tremendo?”

“Oh”, rispose l’Anima Amica strizzando l’occhio,”ci faremo venire qualche bella idea”.Poi soggiunse a voce bassa: “Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa”.

“E quale sarebbe?”

“Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa. Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono.E quindi, ti chiedo in cambio un favore.”

“Oh, qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!” gridò la Piccola Anima,che intanto ballava e cantava. “Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!”

Poi si rese conto del silenzio dell’Anima Amica e allora chiese:”Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo, sei così disponibile ad accontentarmi!”

“E’ naturale che sia un angelo!” li interruppe Dio.”Ognuno di voi lo è! E rammentatelo sempre: Io vi ho mandato solo angeli.”

A quel punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio di esaudire la richiesta e chiese di nuovo:”Che cosa posso fare per te?”

“Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell’attimo in cui commetterò la cosa peggiore che tu possa immaginare, in quello stesso istante …”

“Sì? Sì…”

“Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà”, concluse l’Anima Amica gravemente.

“Oh, ma lo farò!” esclamò la Piccola Anima, “lo prometto! Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!”

“Bene”, commentò l’Anima Amica, “perché, vedi, dopo che avrò finto con tanta fatica, avrò dimenticato chi sono. E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo per un sacco di tempo. Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare Chi Sei, e saremo perduti entrambi. E allora avremmo bisogno di un’altra anima che venisse in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo.”

“No, questo non accadrà!” promise la Piccola Anima. “Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono: l’opportunità di provare Chi Sono.”

Quindi, l’accordo fu fatto. E la Piccola Anima andò verso una nuova vita, felice di essere la Luce e raggiante per la parte che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare. Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare questa esperienza per ringraziare l’anima che con il suo amore l’aveva resa possibile.

E in tutti gli istanti di quella nuova vita, ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare gioia o tristezza – specialmente tristezza – ricordava quello che aveva detto Dio.

“Rammentatelo sempre”, aveva affermato con un sorriso, “Io vi ho mandato solo angeli”.

(Neale Donald Walsh)

Mi sembra bello, nella vigilia del Santo Natale, memoria di Dio fattosi carne, ricordare che tutti veniamo alla luce dalla stessa luce e che in ciascuno, per quanto fioca, quella luce arde sempre, attendendo lo sguardo di chi sa riconoscerla.

equilibrio

Tornare di luce – giorno 13

“Il guerriero della luce riesce sempre a equilibrare Rigore e Misericordia.
Per realizzare il proprio sogno, ha bisogno di una volontà salda, e di un’immensa capacità di abbandono. Sebbene egli abbia un obiettivo, il cammino per raggiungerlo non è sempre quello che immagina.
Perciò il guerriero usa la disciplina e la compassione. Dio non abbandona mai i propri figli, ma i Suoi disegni sono insondabili, ed Egli costruisce la strada con i nostri stessi passi.
Usando la disciplina e l’abbandono, il guerriero si entusiasma. L’abitudine non può mai governare le mosse importanti.”

Sono una persona educata al controllo e ho desiderato esercitarlo in modo fin eccessivo. Per questo motivo qualsiasi risultato diverso da quello desiderato era per me una grande delusione. Ma questo non è il volto autentico del Rigore. Il rigore, l’ho imparato solo da poco, procede sempre affiancato dal fratello abbandono e dalla sorella fede. Ogni risultato è un risultato: se è ciò per cui abbiamo lavorato, bene; se non lo è, bene, osserviamolo con fiducia nelle nostre capacità e nella capacità della vita di essere maestra, e correggiamo il tiro. Ci vuole molto amore per essere capaci di farlo. Se siamo capaci di farlo nulla va perduto, per questo la nostra vita è sempre colma di ricchezza

sguardo

Tornare di luce – giorno 12

I guerrieri della luce hanno sempre un bagliore nello sguardo.
Essi vivono nel mondo, fanno parte della vita di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza bisaccia e senza sandali. In molte occasioni sono codardi. Non sempre agiscono correttamente.
Soffrono per cose inutili, assumono atteggiamenti meschini, e a volte si ritengono incapaci di crescere. Sovente si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo.
Non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo. Molte volte trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro vita non ha alcun significato.
Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno.

Io non so se ci sia luce sempre nel mio sguardo. Lo chiederò a chi mi incontra.
Sono nel mondo però, e certamente faccio parte della vita di altri uomini. Anche il mio viaggio è iniziato senza bisaccia e senza sandali, nel totale affidamento a chi aveva cura di me. In molte occasioni sono codarda. Non sempre agisco correttamente.
Soffro per cose inutili, assumo atteggiamenti meschini, e a volte mi ritengo incapace di crescere. Sovente mi credo indegna di qualsiasi benedizione o miracolo, ma questo accade meno spesso che in passato.
Non sempre sono sicura di ciò che sto facendo. Molte volte trascorro la notte in bianco, in balia di pensieri e preoccupazioni. So che la mia vita ha un senso, ma faccio fatica a riconoscerlo.
Per questo sono una guerriera della luce. Perché sbaglio. Perché mi interrogo. Perché cerco una ragione e certamente la troverò.