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Rinasci e risveglia il tuo potere interiore, di Derek Rydall

Spesso i libri che entrano nella mia lista dei desideri sono conseguenza di altre letture, altrettanto spesso accade che io sia attratta da qualcosa che fa bella mostra di sé sulla copertina, nel titolo o nelle illustrazioni. Questo volume di Derek Rydall, Rinasci e risveglia il tuo potere interiore, rientra nella seconda tipologia. Gli agganci sono stati la parola ‘rinasci’ e l’immagine di una quercia vista nel suo sviluppo, da ghianda ad albero, che ne incornicia il titolo. Nascita e rinascita e l’albero come simbolo del processo di crescita sono due temi a me particolarmente cari in questo momento, perché ricorrenti nel percorso di studi che sto affrontando per diventare MusicArTerapeuta. La figura dell’albero, in particolare, mi accompagna già da qualche anno e in qualche modo è stata tramite di un mio personale processo di rinascita, per cui ho ricevuto con gratitudine l’estratto del libro che ho avuto modo di leggere in anteprima.

Nell’introduzione è proprio un albero, per la precisione una quercia, con la sua maestosa evidenza, ad introdurci alla legge di emersione, intorno al quale ruota lo scritto di Rydall. E ha tutti i titoli per farlo, perché è fulgido esempio di accoglienza di questa legge che sottende ogni processo di crescita.

Scrive Rydall:

Quest’albero maestoso nasce sottoforma di ghianda, un piccolo frutto che non ci aspetteremmo mai essere in grado di generare una pianta così possente, capace di vivere qualche secolo e di fornire cibo, ombra, riparo e molto altro ancora a centinaia di creature diverse. Eppure, nascosto in quel seme c’è uno schema invisibile perfettamente progettato per farlo diventare una quercia e non solo, anche un’intera progenie che potrebbe dare vita a foreste di querce centenarie. All’interno di quel minuscolo pezzetto di materia a base di carbonio c’è un potenziale infinito ed eterno. Lo stesso vale anche per voi.

Ho scelto di citare questo paragrafo perché lascia ben intuire la promessa contenuta in questo libro: un viaggio verso la comprensione del fatto che tutto il potenziale di cui ciascuno ha bisogno per crescere è già dentro di lui e che questo potenziale ha solo bisogno di trovare i giusti presupposti per esprimersi, per emergere. Credo che la lettura di questo libro mi sarà di grande aiuto per approfondire ciò su cui sto lavorando e per avvicinarmi ancora di più alla saggezza che viene dall’osservare ciò che già è intorno e dentro di noi.

Se anche tu vuoi scoprire che cosa ha da insegnarti la grande quercia puoi trovare il libro cliccando sul banner che segue:

(PhotoCredits: Kevin Young)

 

copertina del libro Il cervello felice

Il cervello felice. Scopri come potenziare la memoria, l’intelligenza e l’intuizione

Da ragazza volevo fare il direttore d’orchestra, la ricercatrice, l’artista e il neurochirurgo. Poi ho deciso che mi faceva troppa impressione anche solo l’idea di fare un’iniezione e, a differenza di alcune mie amiche che hanno affrontato il timore e sono diventate eccellenti medici, io ho seguito gli altri filoni e mi sono dedicata alla ricerca, alla musica e al disegno.

La curiosità per il funzionamento della mente e del cervello mi è rimasta e ho di recente ricominciato a leggere testi sull’argomento, anche spinta dal mio insaziabile desiderio di imparare cose nuove e dal desiderio di mantenere vitale la mia capacità di apprendere e di creare. Quando ho scoperto il libro Il cervello felice ho subito pensato che il titolo ben si allinea con le letture in corso e con i volumi che già riempiono parte della mia biblioteca personale.
L’autore del volume, John Arden, è medico e si occupa nello specifico di neuroscienze e psicologia. La prima parte del suo lavoro si concentra sulla ricerca e sulle buone notizie che le recenti scoperte hanno portato riguardo alla possibilità di mantenere in salute ed efficienza il cervello delle persone mature. Contrastare quello che fino a poco tempo fa poteva apparire un normale processo di deterioramento è possibile, a patto di integrare nel proprio comportamento alcune abitudini che permettono di mantenere il cervello sano e in forma e di sviluppare nuove connessioni neuronali. La seconda parte si concentra invece sulle buone pratiche che ruotano intorno a cinque punti cardine principali, che sono universalmente riconosciuti anche come fondamentali per una buona salute psicofisica: allenamento, alimentazione, attività fisica, attività sociale e di relazione e sonno. A ciascuno di questi punti è dedicata una trattazione specifica, per permetterci di comprenderne al meglio importanza ed effetti.
Nella terza parte – ‘tiriamo le somme’ – si parla infine di riduzione dello stress.
Se è importante restare il più possibile ancorati al tempo presente è altrettanto importante comprendere come integrare i comportamenti descritti nella seconda parte nella quotidianità, perché non restino un mero apprendimento cognitivo. Il dottor Arden conclude quindi questo suo libro proponendo alcuni spunti da distribuire nell’arco dei primi sette giorni, un’agenda della prima settimana di viaggio alla ricerca della propria ‘felicità cerebrale’.
Mantenersi in buona salute è un obiettivo che molti di noi dichiarano di voler perseguire e credo che sia realmente una nostra responsabilità. Grazie a questo testo del dottor Arden abbiamo la possibilità di comprendere come prendersi cura del nostro corpo sia anche prendersi cura del nostro cervello e garantirci maggiori possibilità di una vita ricca fino ad età avanzata. Credo che lo farò leggere a tutta la famiglia :-)
Anche se non fai parte della famiglia puoi naturalmente leggerlo anche tu. Il libro è disponibile qui:

copertina libro Il metodo Gabriel

Il metodo Gabriel. Dimagrisci con la visualizzazione

La mia avversione per le diete è totale. Beninteso, questo non significa che non comprenda e apprezzi i benefici di una alimentazione sana e la necessità di informarsi per bene su cosa può fare meglio al nostro corpo. E sono profondamente grata a tutte le persone che si prendono cura di studiare in modo approfondito questi argomenti e renderli comprensibili a tutti.

Ma la parola ‘dieta’ è un termine che associo da sempre a un senso di privazione e, ahimè, la privazione è qualcosa che mi è proprio difficile digerire. E, giusto per peggiorare le cose, sono anche un po’ pigra e mi dedico prevalentemente ad attività che non richiedono molta attività fisica. Se fossi un fuscello probabilmente non me ne preoccuperei più di tanto. Purtroppo però gli ultimi anni hanno portato con sé anche un carico non gradito di pesantezza della quale farei volentieri a meno. Evidentemente, se non sono ancora riuscita a liberarmene, non mi pesa abbastanza o non ho trovato un modo abbastanza interessante per farlo.
Proprio in questi giorni ho ricevuto la segnalazione di un libro che mi ha fatto accendere un campanello. Si tratta di “Il metodo Gabriel. Dimagrisci con la visualizzazione”. Devo riconoscere che il solo pensiero di dimagrire grazie alla visualizzazione in prima battuta mi è suonato abbastanza fantascientifico. Eppure proprio in questo periodo ho avuto modo di fare esperienza di quanto potente possa essere questo strumento. Gli ultimi mesi sono stati ricchi di impegni per me molto significativi, che volevo portare a termine nel migliore dei modi. Poiché non avevo tutto il tempo che sentivo necessario per prepararmi facendo esperienza dal vero, ho pensato di affrontare il problema in modo diverso e a simulare l’esperienza che mi mancava vivendola nella mia mente, attraverso la visualizzazione. E ha funzionato oltre ad ogni aspettativa. Quindi ho pensato: ‘perché no? Perché non dare fiducia a questo metodo?’

Nell’introduzione ho letto alcuni pensieri che mi hanno colpito: ‘le diete sono create in base alla stessa premessa sbagliata, secondo la quale il solo modo per perdere peso è con la forza, la volontà e la restrizione. Fondamentalmente, si finisce per entrare in guerra col proprio corpo.’ E’ la stessa sensazione che provo io quando cerco di pensare in termini di calorie, di cibi ‘vietati’, di minuti di attività fisica. In altre parole, non riesco a provare piacere. E non mi so rassegnare al fatto che il risultato possa arrivare solo attraverso la sofferenza. Allora penso che possa avere senso cercare di ‘usare la visualizzazione per far funzionare la mente e il corpo all’unisono’.

Unisono è un concetto che mi piace, fa il paio con altri concetti a cui cerco di improntare la mia vita, come ‘sintonia, collaborazione, pace’. Quindi decido che voglio questo libro e che voglio provare di persona. E tu? Sei scettico come sarei stata io qualche tempo fa oppure incuriosito?
Se vuoi visualizzare anche tu il tuo peso e il tuo corpo ideale puoi cominciare da qui:

Leggerezza

La Felicità del Meno, di Maria Chiara Giorda e Sara Hejazi

La lettera di presentazione del libro La felicità del meno mi ha conquistata con pochi incisi: ‘liberarci del superfluo e degli elementi di disturbo, come il rumore e lo stress’ e ‘realizzare la più spirituale e mondana delle aspirazioni: quella che i monaci chiamano armonia, e noi felicità’.
Così, tenendo fede al fatto che uno dei miei motti è ‘spegni il rumore’ e che ‘armonia’, intesa come parte dello studio musicale, è una delle mie discipline preferite ho sentito immediatamente l’impulso ad andare più a fondo.
Credo che la felicità sia qualcosa che tutti desideriamo e sicuramente ciascuno di noi associa a questa parola contenuti diversi. A qualcuno può apparire come un traguardo, a qualcun altro – e io cerco di appartenere a questo secondo gruppo- come uno stato da vivere nel quotidiano. Ciascuno pone alla felicità le proprie particolari condizioni. Qualcuno fa di tutto per scovarla, crearla, conquistarla. Qualcuno affida la propria felicità a fattori esterni. Qualcuno sta nel mezzo. Ma la felicità dipende veramente solo da noi, come spesso la letteratura del cosiddetto self-help vuole farci credere? Oppure c’è qualcosa che ci sfugge comunque?
Michela Marzano, che di questo libro scrive la prefazione, racconta del giorno in cui, frustrata dal proprio continuo impegno al miglioramento e dalla constatazione che i risultati ottenuti non erano all’altezza delle sue aspettative, ha chiesto lumi alla propria psicanalista. E della sorpresa provata di fronte alla domanda ricevuta in risposta: “E se la soluzione fosse nel fare di meno?” Ma che cosa significa fare di meno? Significa forse rinunciare? Oppure creare lo spazio necessario per andare all’essenziale? Le autrici de La felicità del meno, Maria Chiara Giorda e Sara Hejazi, propendono per la seconda possibilità e sono arrivate a questa convinzione dopo uno studio condotto per due anni in monasteri appartenenti a diverse professioni religiose. E in questi luoghi, che si sono rivelati meno distanti dal mondo di quanto potessero apparire, hanno scoperto la possibilità di una vita come forma d’arte. Ogni arte può essere appresa da chi lo desidera, con dedizione, studio ed esercizio. Ecco quindi che l’arte di vivere riconosciuta nei monasteri viene presentata dalle due autrici condensata in dieci regole, rilette in chiave moderna perché ciascun lettore possa farne tesoro e riappropriarsi di tempo e spazio perduti. Dal modo di vivere la solitudine alla gestione del sonno, dalla creazione di bellezza al come studiare, una piccola e preziosa guida per riscoprire il potere che si nasconde in tante attività quotidiane.

Le regole che mi attraggono di più sono queste:

  • Bellezza
  • No, grazie: le donne e il multitasking
  • Lavora! (Ma non troppo)
  • Studia (non importa cosa ma come)

Vi farò sapere se l’intuito ha visto giusto. Nel frattempo, se volete leggerle anche voi e scoprire quali vi calzano a pennello potete ordinare La felicità del meno sul sito de Il giardino dei libri.

(PhotoCredit: http://wsimag.com/it/benessere/10384-leggerezza-nellaria-dot-dot-dot)

 

Contratti Sacri di Caroline Myss: gli Archetipi come guida quotidiana

Per quale motivo sono qui? Qual è il vero scopo della mia esistenza? Credo che ciascuno di noi si sia posto una di queste domande almeno una volta nella vita. E credo anche che trovare la risposta a questa domanda sia il motivo delle esperienze che compiamo, esperienze che hanno lo scopo di portarci a vivere secondo la nostra missione.

Ma come è possibile individuare questa missione? Alcune persone sembrano avere molto chiaro cosa vogliono realizzare nella loro vita, il motivo per cui sono qui. In alcuni casi la strada sembra addirittura tracciata con evidenza, in altri casi c’è un aspetto che si rivela dominante, magari legato ad una particolare passione, magari ad un determinato talento. Altre persone sembrano avere maggiore difficoltà a riconoscere il proprio cammino, perché i segnali appaiono meno evidenti oppure perché si lasciano facilmente sviare dalle opinioni altrui o da ciò che appare ragionevole.

Ecco allora che potrebbe farsi strada un pensiero: sarebbe bello avere una guida, qualcuno che possa aiutarci a comprendere in che modo riconoscere i segnali, in che modo individuare- nell’immensità delle scelte che ci troviamo a compiere ogni giorno- i passi corretti, quelli che ci possono portare più rapidamente e con minore sforzo a compiere la nostra missione.

Con il libro Contratti Sacri Caroline Myss ci consegna proprio questo: una guida. Il Contratto Sacro è infatti il nome con cui Caroline designa il nostro scopo nella vita. E le relazioni possono essere efficaci indicatori lungo il nostro percorso, elementi essenziali per lo sviluppo del nostro potenziale.

Caroline riprende un concetto che ha origini remote, presente in tutte le culture, il concetto dell’archetipo, e spiega come utilizzare queste figure in modo semplice e funzionale. Gli Archetipi sono infatti figura delle energie spirituali e ciascuno di noi, con l’aiuto di Caroline, può apprendere come stilare la propria ruota degli archetipi e farsi aiutare dai propri archetipi principali a usare meglio il proprio potere personale e a vivere una vita sempre più appagante. E sarà come avere a propria disposizione una bussola personale, a cui fare riferimento per osservare e interpretare la nostra relazione con i vari aspetti che compongono la nostra vita: carriera, finanze, affetti, potere, creatività, malattia…

L’Archetipo diventa quindi, grazie al lavoro di Caroline, uno strumento in più a nostra disposizione per vedere, per osservare ciò che siamo e ciò che ci accade con un punto di vista inconsueto e, proprio per questo, utile a trovare nuovi significati al nostro presente.

Io sono molto curiosa di conoscere i miei archetipi principali, e voi? Se lo siete quanto me potete trovare il libro Contratti Sacri seguendo questo link:

Contratti Sacri, Caroline Myss
Ordina sul Giardino dei Libri

 

zentangle day 02

Uno Zentangle al giorno

Ho conosciuto la pratica dello zentangle grazie a Roberta Lozza, che qualche mese fa ha pubblicato su Facebook il link a questo libro:

copertina libro One Zentangle a Day

(One Zentangle a Day: A 6-Week Course in Creative Drawing for Relaxation, Inspiration, and Fun)

Dal poco che riuscivo a intuire la cosa sembrava divertente e così ho cercato qualche informazione in più sul web, qualche tutorial e soprattutto immagini. E mi sono lanciata, a casaccio, usando quello che avevo a portata di mano: internet e pattern da copiare, trattoPen, carta pesante da stampa in formato A4. Scopo del gioco: divertirmi. Poi è accaduto qualcosa di imprevisto. Ho regalato uno dei miei lavori a una coppia di amici, come ringraziamento per alcune esperienze intense che stavamo vivendo insieme, altri hanno visto lavori in via di completamento abbandonati sul tavolo e mi hanno chiesto se erano miei e hanno manifestato apprezzamento.

Così, mentre continuavo a divertirmi a casaccio ho ringraziato di nuovo Roberta, questa volta a voce, per lo spunto che mi aveva offerto. E lei mi ha chiesto se avevo letto qualcosa sull’argomento, sulla filosofia che ci sta dietro. Allora ho chiesto aiuto a Babbo Natale, che mi ha fatto trovare sotto l’albero il libro di cui sopra. Me ne sono subito innamorata, come sta accadendo in questo periodo con tutti i libri che compro d’istinto. Lunedì ho raccolto di nuovo ciò che avevo nel mio arsenale- uno Sharpie, il solito trattoPen e quadratini di cartoncino bianco- per cominciare questo viaggio. E’ un modo per tornare ad allenare una perseveranza che a tratti batte la fiacca, in vista di un 2015 tutto da dipingere, e un modo per dare sfogo a quella parte di me che ancora impazzisce di fronte a matite e colori.

Ecco qui i risultati dei primi due giorni:

zentangle day 02zentangle-day01

 

entusiasta

Entusiasmologia

entusiastaEntusiasmo è una parola che mi è sempre piaciuta moltissimo. Il suo significato è: “essere nel divino”. Se qualcuno mi chiedesse come voglio essere ricordata, la risposta è: come una persona entusiasta. Quando ero una ragazzina mi entusiasmavo per un sacco di cose, ero curiosa, volevo provare tutto e sperimentare tutto. Non mi stancavo mai. Poi questa energia si è affievolita e come ripiegata su se stessa. Non importa ora perché sia successo. E’ successo e sono sicura che possa succedere anche il contrario, cioè che la fiamma si riaccenda. Conservo la stessa curiosità di allora, tengo le antenne alzate e leggo, leggo moltissimo, presto attenzione, ma l’energia nel fare spesso si ritrova a sonnecchiare, intorpidita da una sorta di disincanto.

E questo disincanto non mi piace nemmeno un po’, perché sento che fa torto ai grandi doni che ho ricevuto e ricevo: la vita, l’affetto delle persone che mi sono vicine, le mie famiglie, l’intelligenza e la voglia di capire, le emozioni, le sfide. Sarà per questo che davanti al titolo entusiasmologia mi sono subito fermata in ascolto. E mi aspetto dalla lettura un aiuto per tornare in contatto con l’audacia che avevo da piccola e che oggi riconosco nei gesti di mia figlia, con la fiducia che hanno i bambini che non si lasciano spaventare dalla difficoltà delle imprese che vogliono affrontare. Non so ancora quando accadrà, ma comincio a chiederlo. Perché ho una bella vita e voglio viverla sempre nella gioia.

vitalità

Vitalità a portata di mano

vitalità

Quante persone conosci che dichiarano di voler essere più vitali, di sentirsi un po’ spente, un po’ scariche? E’ capitato anche a te? A me sì, e purtroppo con una frequenza troppo alta per i miei gusti.

Nonostante le mie giornate siano piene di attività che mi danno soddisfazione e di persone belle da incontrare, queste stesse attività richiedono molta energia, a livello fisico, intellettuale ed emotivo. Per cui stavo proprio cercando qualcuno che potesse aiutarmi a tenere alta la mia energia, a ricaricare le batterie limitando i momenti in cui viaggio “in riserva”Alla mia ricerca è seguita velocemente una risposta, nella forma di un libro, una delle compagnie che amo di più. E il libro porta un titolo che mi è piaciuto subito: Come essere sani e vitali.  Credo che una lettura del genere possa essere d’aiuto a tutti, a chi è messo a dura prova dalle attività che svolge, e dedica poco tempo alla rigenerazione, e a chi desidera essere sempre al massimo dell’efficienza per correre alla massima velocità possibile verso i propri obiettivi e sogni. Abbiamo il diritto di stare bene, ma non quello di aspettare che il nostro “bene” provenga dall’esterno. La domanda “come faccio a stare bene e a essere più vitale” riceve oggi risposte preziose grazie alle parole di Paramhansa Yogananda. Buona lettura e felice vita :-)

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Come Essere Sani e Vitali - Paramhansa Yogananda

memoria da elefante

Memoria da elefante

memoria da elefante

Io adoro studiare, imparare cose nuove, ma… accidenti! Vorrei una capacità infinita di immagazzinare e ripescare informazioni. Sì, lo so e lo sapevo che esistono corsi. Ma non li ho frequentati. Per fortuna la vita a volte ribadisce il concetto e mi fa capitare sotto gli occhi Usiamo la memoria, di Tony BuzanLo voglio! Perché voglio imparare velocemente quello che mi interessa e fissarlo una volta per tutte, voglio rendere di nuovo vivaci nella mia testa tutte le cose belle e interessanti che ho studiato. E perché voglio regalare questa stessa abilità alle persone che mi sono più vicine, a partire da mia figlia. Meglio cominciare a esercitarsi ora, prima che impari a parlare :-)

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Usiamo la Memoria di Tony Buzan

cassetta-attrezzi

Hai un problema? Se hai anche il Metodo sei a un passo dal successo!

Chi di noi non ha mai avuto un problema? La buona notizia è che oggi quelle che fino ad ora sono state solo pesanti scocciature e fonte di preoccupazioni e angosce stanno per trasformarsi in una straordinaria risorsa a nostra disposizione.

Il segreto per ottenere questo cambiamento sta nell’applicare il metodo giusto. Sono sicura che anche tu hai cercato di metterne a punto uno e mi auguro che i risultati siano stati all’altezza delle tue aspettative. Se non è ancora stato così, sappi che, grazie all’opera di Phil Stutz e Barry Michels, hai a disposizione una risorsa in più: una vera e propria cassetta degli attrezzi, un kit di tecniche semplici da applicare subito per passare dal “perché proprio a me” al “come andare oltre l’ostacolo”.

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Metodo - The Tool