Il Carro: azione, fiducia e movimento spirituale nei Tarocchi

Il Carro è una delle carte che più chiaramente esprime il movimento, la tensione verso il mondo, ma anche la fiducia in una guida interiore.

Come già per altre carte, anche per questa ho scelto un cambio di focus, che riguarda la struttura del carro, alleggerita rispetto al modello rappresentato dal Tarocco di Marsiglia, e il paesaggio, in cui ho voluto rendere molto evidente l’opera fecondatrice del carro/azione.

I cavalli sono più vicini al lettore rispetto al modello, per indicare un movimento ancora più deciso. Come nel Tarocco di Marsiglia sono di colore azzurro, perché ho voluto sottolineare come la spinta all’azione del mondo abbia un origine spirituale.

La struttura del carro è color carne, come in Marsiglia, perché mi è piaciuto conservare tramite il colore il legame simbolico tra il veicolo e il corpo dell’uomo. La goccia verde si espande e occupa l’intero stemma a forma di cuore, e accoglie il simbolo congiunto di sole/luna che orna anche la fronte del conducente.

Ho preferito invece sottrarre elementi, togliendo l’aspetto più teatrale della figura, non più costretta in un baldacchino, ma libera sotto il cielo e coronata di stelle, come di solito è la Madonna: colui che conduce il carro agisce accompagnato da una forza celeste che lo benedice, portando con sé tracce della materia (i simboli dei quattro elementi ricamati sul suo petto), di gioia e tristezza (le maschere appoggiate sulle spalle). Non ha bisogno di briglie né di scettro per indirizzare il movimento, la sua presenza è sufficiente.

La terra si espande in questa carta, rispetto al modello marsigliese acquista più spazio e maggiore profondità. Non è solo punteggiata di vegetazione, esplode di spighe, simbolo di nutrimento per il genere umano.

Ho voluto vedere nell’azione un segno positivo, sempre. Perché è l’azione che ci sposta dal luogo o fase in cui siamo e che ci permette, in ogni caso, di conoscere e misurare le nostre forze e le nostre intenzioni.

Così, come il Carro avanza nella carta, anche noi possiamo affidarci al movimento: perché nell’azione, più che nel traguardo, riconosciamo la nostra forza.

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