Il Matto è una carta che ho sempre trovato affascinante, energia allo stato puro, possibilità infinita.
Rispetto alla figura proposta dal Tarocco di Marsiglia ho deciso di operare scelte in parte diverse. Innanzitutto ho voluto raffigurare il Matto come un giovane, giovinezza che attraversa tutta la mia serie degli Arcani maggiori – con l’esclusione forse della carta XIII – a simboleggiare una forza senza tempo, che non ha un’età definita.

Il Matto non cammina, ma danza spinto da uno slancio leggero, lo sguardo volto verso l’alto, da dove può ricevere ispirazione e guida, senza preoccuparsi troppo della direzione da tenere.
Il suo viaggio attraversa la Natura, che risponde vibrante al suo passaggio.
Il cane non lo spinge da dietro, come nel Tarocco di Marsiglia, ma tiene il suo passo, è un compagno a tutti gli effetti. Ho scelto di colorare il suo manto di nero, a raffigurare l’Ombra, ciò che nascondiamo e che, tuttavia, è sempre con noi e può rappresentare una risorsa importante.
Il cappello non ha l’aspetto di quello di un giullare, ma introduce la forma a infinito che compare anche in altri copricapi, come quello della Forza, che già abbiamo incontrato.
I campanelli rimangono, ma solo sul colletto dell’abito, mentre ho voluto mantenere nel fagotto il senso dell’andare, del viandante che non ha con sé molto, ma quel poco che tiene nel fagotto è un tutto.
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